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NEWS ARTS
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11-12-2009
Aperta a Castelfranco Veneto la più grande mostra mai realizzata sul Giorgione: tra le opere esposte, Saturno in esilio, “adottata” da Pasta Zara
18 i dipinti in mostra attribuiti dalla critica a Giorgione, più della metà dei lavori generalmente riconducibili a lui; 126 le opere esposte, tra le quali dipinti di Raffaello, Perugino, Bellini, Sebastiano del Piombo, Tiziano; 51 gli studiosi coinvolti nella preparazione dell’evento; 277 i milioni di euro del valore assicurativo delle opere; 46 i musei italiani ed europei che hanno prestato opere alla mostra. Sono solo alcuni numeri della grande, maestosa mostra sul Giorgione inaugurato oggi a Castelfranco Veneto. A 500 anni dalla sua morte, la sua città, Castelfranco Veneto, dedica al Giorgione la più grande e importante mostra mai organizzata sul Maestro. Una mostra epocale nella quale Pasta Zara ha adottato una delle opere più rappresentative del Maestro, “Saturno in esilio”, che arriva dalla National Gallery di Londra. La mostra, al Museo Casa Giorgione, in pieno centro, Piazza San Liberale, resterà aperta fino all’11 aprile 2010, tutti i giorni, con orario continuato 9-19. Uniche chiusure: dalle 14 del 24 dicembre, alle 14 del 25 dicembre e dalle 14 del 31 dicembre, alle 14 dell’1 gennaio 2010. Ingresso: 10 euro, ridotto gruppi 8 euro, ridotto persone 7 euro; speciale scuole 4,50 euro. Gratuito sotto i 6 anni, accompagnatori disabili, accompagnatore gruppo. La prenotazione costa 1 euro. Informazioni: www.giorgione2010.it. Consorzio di promozione turistica Marca Treviso: +39 0422 541.052. Call center: 800.90.44.47, dall’estero +39 049 2010076.
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12-11-2009
Straordinaria mostra sul Giorgione a Castelfranco Veneto: Pasta Zara adotta l’opera “Omaggio a Saturno”
“Omaggio a Saturno”, è questa l’opera del Giorgione che Pasta Zara ha adottato
per la mostra dedicata al grande artista castellano in occasione del
500° anniversario della sua scomparsa. “Omaggio a Saturno” (nella foto sotto)
è un’opera che fa parte del patrimonio artistico della Londra National
Gallery e sarà una delle grandi opere, provenienti dai più importanti
musei del mondo, che campeggeranno nella più grande mostra mai
realizzata sul Giorgione. Mostra allestita all’interno della casa Marta
Pellizzari, ora Museo Casa Giorgione, nella nativa Castelfranco Veneto
(Treviso), che aprirà i battenti il 12 dicembre prossimo e si
concluderà l’11 aprile 2010. Pasta Zara ha aderito al progetto
“Adotta un Giorgione”, che vede la partecipazione di 11 aziende del
territorio. Undici aziende che hanno adottato 11 tele del Giorgione
esposte in mostra. Il sorteggio, effettuato dal sindaco di
Castelfranco, Maria Gomierato, ha fatto sì che Pasta Zara venisse
“abbinata” all’olio su tela “Omaggio a Saturno”, ritenuta una delle
opere fondamentali del gruppo giovanile del Giorgione. Opera che per
tutta la durata della mostra verrà affiancata al nome Pasta Zara, in
quanto adottante. La mostra sarà un appassionato viaggio alla scoperta di Zorzi da Castelfranco,
detto Giorgione (1477-78/1510), il più enigmatico e misterioso artista
del Rinascimento. La rassegna riunirà un nucleo incredibile di
capolavori del maestro. Torneremo sull’evento con maggiori particolari
in prossimità della data d’apertura.
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15-07-2009
A Trieste una mostra sulla comunità serba. Pasta Zara partner del ruolo multiculturale della città
A Trieste da sempre si parlano molte lingue. Tra cui, quella serba. E proprio sulla comunità serba il 16 luglio è stata inaugurata una mostra, promossa dal Comune di Trieste-assessorato alla Cultura, in collaborazione con il Consolato generale della Repubblica di Serbia a Trieste e la comunità religiosa serbo-ortodossa di Trieste, ideata e realizzata dalla Direzione area cultura e dai Civici musei di storia ed arte, con la direzione di Adriano Dugulin e la cura di Lorenza Resciniti e Michela Messina. Una mostra che intende ripercorrere la storia della comunità religiosa serbo-ortodossa di Trieste, in occasione del 140° anniversario della consacrazione della chiesa di San Spiridione e del 240° anniversario della prima messa celebrata a Trieste in antico slavo ecclesiastico. “Dopo le iniziative dedicate negli ultimi due anni - osserva l’assessore alla Cultura del Comune di Trieste, Massimo Greco - alle comunità armena e greco-orientale, si conferma con questa grande mostra nel Castello di San Giusto (piazza della Cattedrale, 3) uno dei più significativi indirizzi di lavoro culturale dell’amministrazione, basato sulla conoscenza e sulla valorizzazione delle presenze religiose, culturali e sociali che hanno contribuito all’importanza e alla peculiarità di Trieste”. La mostra è stata inaugurata giovedì 16 luglio presso il Castello di San Giusto. I primi insediamenti serbi a Trieste risalgono al Settecento. Numericamente la Comunità Serbo Ortodossa non raggiunse mai grandi numeri, da poche decine a poche centinaia di persone. Nel 1864, periodo particolarmente florido per Trieste, gli illirici erano circa 500, i protestanti di confessione augustana 850, di confessione elvetica 520, anglicana 350, i greci ortodossi 1200 e gli Ebrei 4400. Eppure il ruolo dei serbi fu significativo: l’attività marittima era di primaria importanza ma non esauriva gli interessi dei commercianti della comunità illirica, che preferivano investire gli ingenti capitali di cui disponevano in diversi settori di attività. Oltre all’acquisto e alla vendita di merci, provvedevano al loro trasporto con naviglio proprio. Per finanziare gli acquisti fondarono le prime banche private e per assicurare le merci le prime compagnie di assicurazione: alla fine del ’700, su quattordici compagnie esistenti sulla piazza triestina, gli illirici ne controllavano otto. Quando, il 20 febbraio del 1751, Maria Teresa emise la Patente di Riconoscimento in base alla quale a greci e illirici veniva riconosciuto il diritto di fondare una propria comunità religiosa e fondare una chiesa, la comunità decise di innalzarne una dedicandola a San Spiridione. L’area scelta era nel cuore della nuova Trieste, accanto al Canal Grande. Il tempio doveva confermare a tutti il “peso” economico e culturale di una comunità piccola ma di grande prestigio e rilevanza. Una comunità i cui membri stavano innalzando anche alcuni dei più imponenti edifici privati della nuova Trieste. La mostra intende sottolineare proprio l’importanza del ruolo culturale ed economico che la comunità serba ebbe nello sviluppo della città, mettendone in luce le vicende storiche e artistiche e gli intrecci familiari. Attraverso diverse sezioni, una ricca documentazione dà risalto ai personaggi più rappresentativi che contribuirono alle fortune economiche di Trieste, attivi nel settore commerciale, marittimo, assicurativo e politico, nella beneficenza e nel collezionismo: le vicende biografiche, i volti, i palazzi, i velieri di famiglie e personaggi come i Gopcevich, i Popovich, gli Opuich o gli Skuljevich – solo per citarne alcuni – sono ricostruiti tramite ritratti, fotografie, progetti, libri, documenti d’archivio. Ampio spazio viene dedicato alle vicende architettoniche della chiesa di San Spiridione, a partire dall’originario edificio settecentesco sino ai restauri di oggi: gli acquerelli che testimoniano l’aspetto della chiesa settecentesca, i progetti chiamati a concorso nel 1859 per la realizzazione della nuova chiesa, la documentazione degli importanti lavori di restauro che hanno riguardato le facciate, i mosaici e la sostituzione del tetto della chiesa di San Spiridione e che si concluderanno alla fine di quest’anno. Accompagnano l’esposizione diversi manufatti liturgici: evangeliari ed oreficerie sette-ottocenteschi ed antiche e raffinate icone permettono di entrare virtualmente nella ritualità delle cerimonie religiose di confessione ortodossa. Due sezioni inoltre sono dedicate alla biblioteca ed alla scuola della comunità religiosa serbo-ortodossa di Trieste, importanti istituzioni culturali che hanno perpetuato il patrimonio culturale serbo in città con le loro raccolte di preziosi documenti e antichi volumi. La mostra resterà aperta fino al 4 novembre 2009. Pasta Zara è partner dell’iniziativa per confermare la sua vicinanza alla città e rafforzare il suo ruolo multiculturale.
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11-06-2009
Pasta Zara rinnova la partnership con Operaestate Festival Veneto, l’abbinamento è ancora danza-pasta Biologica e Integrale
31 città coinvolte, 400 serate di spettacolo in oltre 2 mesi tra le ville, i castelli, i parchi, i palazzi, le piazze e i musei della pedemontana veneta. Artisti e produzioni provenienti da 19 diversi paesi, che spaziano dal teatro contemporaneo alla danza internazionale più innovativa, dalla musica, lirica, classica e jazz al cinema d’autore. Avanguardia e tradizione tra anteprime e creazioni originali ideate in esclusiva per il festival e ambientate in spazi d’eccezione. Per la sua XXIX edizione Operaestate Festival Veneto dal 3 luglio al 6 settembre 2009 proporrà (a Bassano del Grappa, Vicenza, e in altre 31 città palcoscenico venete) uno tra i cartelloni più densi, eclettici e curiosi nel panorama dei festival nazionali. Novità e progetti originali ne scandiscono il programma, diventato segno distintivo di un Veneto capace di esaltare i suoi luoghi, la sua storia e le sue tradizioni, ma anche aperto al mondo della ricerca e del contemporaneo. Un festival all’avanguardia, che sa far convivere e dialogare tradizione e modernità, mettere in rete modalità e progetti, sollecitando la condivisione tra strutture, operatori e soggetti a livello locale, nazionale ed internazionale. Le città coinvolte saranno: Asiago, Asolo, Bassano del Grappa, Borso del Grappa, Cartigliano, Cassola, Castelfranco Veneto, Castello di Godego, Cittadella, Enego, Fonte, Galliera Veneta, Loria, Molvena, Montecchio Maggiore, Montorso, Nove, Possagno, Pove del Grappa, Resana, Romano d’Ezzelino, Rosà, Rossano Veneto, Sandrigo, San Zenone degli Ezzelini, Schio, Solagna, Thiene, Valstagna e Villaverla. Come già nel 2008, anche quest’anno Pasta Zara ha deciso di affiancare l’immagine di due suoi prodotti naturali, la pasta Biologica e la pasta Integrale, alla danza e ai suoi interpreti più importanti a livello internazionale che si esibiranno a Operaestate Festival Veneto. Come sempre la danza sono uno dei punti di forza della programmazione di Operaestate. Una programmazione trasversale che affianca il meglio della scena contemporanea alle compagnie più prestigiose, nella danza tradizionale come nel balletto. Si comincia dall’Italiano Emio Greco (12/7) che ha scelto come patria di adozione l’Olanda dove è diventato uno dei massimi esponenti della nuova scena coreografica. Ritorna al festival con la sua compagnia per presentare un progetto ispirato al celebre film di Visconti “Rocco e i suoi fratelli”. Un nuovo lavoro in prima assoluta che segue una residenza creativa di dieci giorni a Bassano. Viene invece dal Giappone Yoshifumi Inao (15 e 16/7) ma che vive da anni in Europa, dove ha fondato con la norvegese Kristin Hjort Inao la Hjort Dance Company. A loro il compito di abitare quest’anno le suggestive Bolle di Nardini con tre duetti costruiti a partire dalle diverse prospettive di un’architettura unica al mondo. A chiudere questo trittico d’autore un altro nome di punta della scena internazionale: il coreografo e performer cinese Shen Wei (26/7). Residente a New York, dove ha fondato la sua compagnia, sviluppa creazioni che fondono l’Oriente della tradizione e la modernità dell’Occidente. Al festival presenta “Re”, pezzo ispirato al Tibet e “Map” dove i corpi, mossi dal vento, si concedono al ritmo della vita. Se sul versante contemporaneo il festival scopre la danza globale, la grande coreografia popolare rivive a Bassano nel segno della tradizione con le acrobatiche danze tradizionali russe, attraverso la passione del flamenco e la sensualità del tango. Sono ben sessanta i componenti del balletto I Cosacchi del Kuban (1/8). Sul palco indossano oltre 800 costumi, alternando vorticose danze di guerra, incroci mirabolanti di spade e lance, danze di corteggiamento e poetiche miniature femminili. Un grande affresco popolare che racconta di un tempo antico, fatto di cose semplici e di passioni travolgenti. La furia selvaggia di una danza che è energia allo stato puro. Il sincronismo perfetto che deriva dall’essere fratelli. E’ questo il segreto di Los Vivancos (30/7), il nuovo travolgente fenomeno del flamenco moderno. “7 Hermanos” che in Spagna hanno stregato il pubblico diventando degli autentici divi contemporanei, contesi da teatri e riviste glamour. L’ultimo appuntamento con le danze della tradizione presenta uno spettacolo elegante, sensuale e di alto impatto emotivo. Una nuova magistrale creazione di Pasiones Company (4/8) con una messa in scena poetica e struggente. Per raccontare attraverso il tango le tante storie di due corpi che comunicano il desiderio. Classica e neoclassica, atletica e contemporanea sono questi i sapori delle danze al castello. Il progetto 2009 per il suggestivo Castello di Romeo a Montecchio Maggiore s’inaugura con “Play” la nuova creazione dei Kataklò (18/7). Un’entusiasmante alchimia tra la potenza dirompente del gesto atletico e l’armoniosa intensità della danza. E’ poi la volta di una bella versione tradizionale del celeberrimo Lago dei Cigni (25/7) proposto dal Balletto del Teatro dell’Opera Rudolf Nureyev. Chiude il programma al Castello una vera fuoriclasse della danza e beniamina del pubblico televisivo, Anbeta Toromani (13/8) protagonista di un Gran Galà che la vede protagonista accanto ad un gruppo di splendidi danzatori provenienti da alcune delle migliori compagnie di danza del mondo. La vocazione di reinventare gli spazi trasformandoli in insoliti palcoscenici, prende forma concretamente nel progetto Nuovi spazi per la danza, dove i luoghi della tradizione si riempiono di segni contemporanei grazie ad un nutrito gruppo di giovani interpreti e coreografi. Protagonisti la scenografica Villa Da Porto a Montorso il 28 e 29/7 (Freddie Oppokku Addaie, Chiara Frigo, Helen Cerina, Silvia Gribaudi, Francesca Pennini), la Gipsoteca Canoviana a Possagno l’8 e il 9/8 (Northen School of Contemporary Dance di Leeds) e la danza urbana nel Centro Storico di Treviso il 6/9 (T.R.A.S.H., Iris Erez,Varela y Fernàndez). Pasta Zara, inoltre, è partner anche di B.Motion Danza, emozioni contemporanee in forma di festival B.Motion Danza è la sezione più innovativa del festival, diventata punto di riferimento per i linguaggi contemporanei nella danza (ma anche del teatro), e quest’anno propone due intense settimane di performance, happening e spettacoli dal 25 agosto al 5 settembre. Gli artisti di B.Motion Danza rappresentano la scena internazionale più innovativa. Superano le barriere linguistiche per dare voce alle audaci estetiche di una danza contemporanea non convenzionale. Diversi i percorsi coreografici, diverse le esperienze artistiche e di vita, condensate in diari privati che si insinuano tra luci ed ombre di una società sempre più indecifrabile. Per una geografia dei sentimenti umani senza frontiere! Riflettori puntati dunque su questo straordinario gruppo di giovani artisti, molti dei quali per la prima volta in Italia.
CALENDARIO DEGLI EVENTI SUPPORTATI DA PASTA ZARA
Festival della danza
Domenica 12 luglio h 21.20 - Bassano del Grappa, Castello degli Ezzelini Coreografie d’Autore (prima nazionale) EMIO GRECO - PC (Olanda) DOUBLE POINTS: ROCCO Mercoledì 15 e Giovedì 16 luglio h 21.20 - Bassano del Grappa, Le Bolle di Nardini Coreografie d’Autore (prima nazionale) HJORT DANCE COMPANY (Norvegia-Giappone) GPS FOR A ROMANCE
Sabato 18 luglio h 21.20 - Montecchio Maggiore, Castello di Romeo Danza al Castello KATAKLO’ PLAY
Sabato 25 luglio h 21.20 - Montecchio Maggiore, Castello di Romeo Danze al Castello TEATRO DELL’OPERA RUDOLF NUREYEV (Russia) IL LAGO DEI CIGNI
Domenica 26 luglio h 21.20 - Bassano del Grappa, Castello degli Ezzelini Coreografie d’autore SHEN WEI DANCE ARTS (USA-Cina) RE - MAP
Martedì 28 luglio h 21.20 – Montorso, Villa Da Porto (prima nazionale) Nuovi spazi per la danza FREDDIE OPOKU-ADDAIE (UK) - CHIARA FRIGO
Mercoledì 29 luglio h 21.20 – Montorso, Villa Da Porto (prima nazionale) Nuovi spazi per la danza HELEN CERINA - SILVIA GRIBAUDI |FRANCESCA PENNINI
Giovedì 30 luglio h 21.20 - Bassano del Grappa, Castello degli Ezzelini Nel segno della Tradizione LOS VIVANCOS (Spagna) 7 HERMANOS
Sabato 1 agosto h 21.00 - Bassano del Grappa, Castello degli Ezzelini Nel segno della Tradizione I COSACCHI DEL KUBAN (Russia) DANZE TRADIZIONALI RUSSE
Martedì 4 agosto h 21.00 - Bassano del Grappa, Castello degli Ezzelini Nel segno della Tradizione PASIONES COMPANY (Argentina) DIVINO TANGO
Sabato 8 e Domenica 9 agosto h 20.30 – Possagno, Gipsoteca Canoviana (prima nazionale) Nuovi spazi per la danza NORTHEN SCHOOL OF CONTEMPORARY DANCE DI LEEDS (UK) CANOVA PROJECT
Giovedì 13 agosto h 21.00 - Montecchio Maggiore, Castello di Romeo Danza al Castello GRAN GALÀ ANBETA TOROMANI & FRIENDS
Domenica 6 settembre h 18.00 – Treviso, Centro storico (prima nazionale) Nuovi spazi per la danza T.R.A.S.H. (Olanda) IRIS EREZ (Israele) VARELA Y FERNÀNDEZ (Spagna) PREMIO GD’A VENETO (Italia) DANZA URBANA A TREVISO
B.Motion Danza
Martedì 25 agosto h 15.00 – Bassano, Garage Nardini (prima nazionale) CHOREOROAM (Italia - UK - Danimarca - Olanda - Spagna - Croazia)
Da mercoledì 26 a domenica 30 agosto h 18.00 – Bassano, Palazzo Agostinelli (prima nazionale) TABEA MARTIN & LUCY CASH (Olanda-UK-Svizzera)
Mercoledì 26 agosto h 21.00 – Bassano, Teatro Remondini (prima nazionale) WHITE HORSE (Olanda) TRIP
Giovedì 27 agosto h 21.00 Bassano, Teatro Remondini (prima nazionale) DOG KENNEL HILL PROJECT (UK) THE ODD HONESTY CODE
Giovedì 27 agosto h 22.00 – Bassano, Garage Nardini (prima nazionale) MELANIE DEMERS | MAYDAY (Canada) LES ANGLES MORT
Venerdì 28 agosto h 21.00 – Bassano, Teatro Remondini (prima nazionale) VINCITORE PREMIO G’DA VENETO 2009
Venerdì 28 agosto h 21.20 – Bassano, Teatro Remondini (prima nazionale) CATERINA VARELA E ALEXIS FERNANDEZ | ENTREMANS (Spagna) VEN
Venerdì 28 agosto h 22.00 – Bassano, Garage Nardini (prima nazionale) STEINUNN KETTILSDOTTIR E BRIAN GERKE (Islanda) CRAZY IN LOVE WITH MR PERFECT
Venerdì 28 agosto h 22.20 – Bassano, Garage Nardini (prima nazionale) KASPER DAUGAARD POULSEN | CLUB FISK (Danimarca) FORESTILLINGER
Da sabato 29 agosto a domenica 30 agosto h 14.00/20.00 – Bassano, Castello degli Ezzelini MEG STUART | DAMAGED GOODS (Belgio) SAND TABLE
Sabato 29 agosto h 21.00 – Bassano, Teatro Remondini T.R.AS.H. (Olanda) PORK IN LOOP
Sabato 29 agosto h 22.00 – Bassano, Garage Nardini (prima nazionale) CARLOTTA SAGNA (Francia) AD VITAM
Domenica 30 agosto h 21.00 – Bassano, Teatro Remondini (prima nazionale) JACQUES POULIN-DENIS | GROS LUXE (Canada) TARGET OF GOD
Domenica 30 agosto h 22.00 – Bassano, Garage Nardini (prima nazionale) LES SLOVAKS DANCE COLLECTIVE (Slovacchia) OPENING NIGHT
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16-03-2009
Pasta Zara, analisi di un successo nel nuovo libro di Nicola Dante Basile
“Il gruppo alimentare Pasta Zara, con due stabilimenti, 210 mila tonnellate di spaghetti, maccheroni, penne, spirali, cavatappi e 140 milioni di euro di ricavi è il maggior esportatore di pasta “prodotta rigorosamente ed esclusivamente in Italia”. Un titolo difficilmente raggiungibile per il fatto che Zara è il secondo maggior pastificio nazionale e la quasi totalità del suo prodotto viene, appunto, venduta all’estero”…
Comincia così l’articolo che Nicola Dante Basile ha dedicato a Pasta Zara nel suo ultimo libro, “New Menu Italia, la rivoluzione che ha cambiato la tavola degli italiani”, edito da Baldini Castoldi Dalai.
Il libro è una fotografia dell’Italia che produce e vende nel mondo il meglio dei cibi e delle bevande nostrani. Il giornalista de Il Sole 24 Ore analizza in prima battuta i fattori qualitativi e quantitativi che hanno cambiato negli ultimi vent’anni il mangiare&bere nel Belpaese, per poi entrare nel cuore del sistema alimentare e descrivere il modo in cui le aziende hanno affrontato e stanno affrontando l’innovazione a tavola.
Un viaggio che Basile compie attraverso l’esperienza di oltre 70 imprese rappresentative di una realtà articolata che riserva molte sorprese.
Il libro è uno strumento per conoscere lo stato attuale del sistema alimentare italiano, che sforna duemila nuovi prodotti l’anno su un totale mondiale di circa ventimila. Un sistema che ha dato vita a successi globali che durano da decenni, a conferma del fatto che il legame tra gli italiani e la tavola è davvero speciale.
Uno dei successi analizzati nelle pagine del libro è, appunto, quello di Pasta Zara.
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